28/03/07
Nonostante tutto però quell'istinto primordiale che ci spinge a vivere, a resistere, a combattere; mi fece ragionare su come poter sfuggire da quella trappola. Notai che sopra il letto della stanza c'era una griglia per il condizionamento dell'aria. La sua larga forma rettangolare sembrava proprio adatta per una fuga. Mi sentivo un pò come in un film d'azione, ma allo stesso tempo avevo paura di non poter riuscire nell'impresa, magari di rimanere incastrato o di subire chi sà quali torture, se lei fosse tornata. Salito sul letto, provai a tirare la griglia, ma era boccata molto bene. Notai che nella stanza c'era una scivania con dei casseti, allora ne scardinai uno, lo svuotai per terra e con tutta la mia forza iniziai a far forza contro la griglia. Ogni colpo era sempre più forte, e ad ogni colpo la griglia di alluminio cedeva, perdeva la sua resistenza. Finalmente il meccanismo che reggeva il tutto si sbloccò e riuscii a togliere la griglia. Tutta questa fatica però, mi aveva stremato, e il cerotto sul mio costato era diventato completamente rosso, forse la mia ferita appena rimarginata si era riaperta. Stavo perdendo molto sangue, dovevo trovare un modo per fermarlo, altrimenti non sarei riuscito a venir fuori da questa situazione. Tra le cose buttate a terra che erano nel cassetto, notai del nastro adesivo, forbici, penne, matite, garza, disinfettante, e un mini set da cucito, tipo quelli che regalano negli alberghi a cinque stelle. Avevo una sola scelta da fare, dovevo chiudere la mia ferita.